Racchiusa nel cuore dell’ Andalusia, Granada, con i suoi colori, i suoi rumori, le sue tradizioni, la sua cultura ci invita alla sua scoperta tra i pittoreschi scorci che offre, tra i molteplici monumenti che la arricchiscono, tra le folle di turisti e oriundi che vagano tra le sue vie e le sue piazze.
Granada non è solo una città carica di storia e di vita, non è solo un vivace nucleo cittadino protetto dagli imponenti baluardi montuosi della Sierra Nevada, non è solo un importante punto di riferimento culturale ( con la sua università e i numerosi studenti stranieri che vi studiano ), ma è soprattutto un mondo poliedrico e multicolore, un agglomerato eterogeneo di quartieri antichi e moderni, una sovrapposizione variegata e multiforme di paesaggi umani e naturali.
Mancava poco al tramonto. Intorno a noi non c’era che una sconfinata distesa puntellata da dune di sabbia porpora e un cielo azzurro macchiato dal rosso della palla infuocata che stava lentamente scomparendo all’ orizzonte. Non mi ero mai sentita così serena, così in pace con me stessa; non avevo mai provato prima di allora quella sensazione di finitudine di fronte all’ immensità del deserto e al tempo stesso quel delirio di potenza nel sentirmi parte, e persino dominatrice, di una natura che mi era tutt’ altro che ostile. Il deserto riesce a darci una visione nuova e diversa della vita e del mondo, ci invita alla riflessione grazie al suo silenzio e alla sua immobilità, forse ci fa persino dimenticare per qualche istante di avere una vita, un passato, magari un futuro.
Non ci siamo immersi abbastanza nelle acque blu e trasparenti dei Caraibi per vedere le formazioni coralline. Siamo prudentemente rimasti al di qua della barriera anche quando, in Costarica, nello splendido parco naturale di Cahuite, sulla costa caraibica, ci siamo avventurati nell’acqua. Con tutto il timore stupito di due pesciolini mediterranei che s’inoltrano in mari diversi, più grandi, minacciosi e ignoti. Ma in qualche modo la riflessione sul corallo ci ha accompagnato. Il corallo in pericolo, proprio in Costarica, per i pesticidi utilizzati nelle vastissime piantagioni di banane. Il corallo rosso.
Maximilien Misson, un magistrato francese che, in seguito alla confisca dei suoi beni, riuscì a diventare precettore di un nobile giovane inglese e a fare con lui un viaggio in Italia, nel suo “Nouveau voyage d’Italie”, un resoconto di questa sua esperienza, riferendosi a Napoli, affermò: ”Benché abbia subito assalti terribili è ancora una delle più nobili città del mondo e forse anche la più bella”.
Sono passati più di tre secoli da allora, eppure questo breve ritratto di Napoli sembra straordinariamente attuale.