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D. Perché una casa editrice sul Web?

R. Quando nacque la stampa il libro, come oggetto e come bene, fu modificato. Cambiò anche il modo in cui si presentava e cambiò sostanzialmente il modo di scrivere libri. Anche il Web ha prodotto una rivoluzione, certamente non minore di quella prodotta dalla stampa. Ora il libro potrebbe diventare qualche cosa d’altro. Noi crediamo che tutto debba cambiare perché tutto si conservi identico… in fondo è questo che vorremmo…

D. Dubito che sul Web si legga…

R. Anche noi. Siamo sinceri. Lo abbiamo dubitato anche noi e ancora non abbiamo smesso di dubitare. E’ difficile stabilire quale sia la ‘tolleranza’ dei cybernauti e degli internauti all’uso di testi scritti. E’ probabile che il testo si affiancherà, sul Web, a un uso sempre maggiore di altri sistemi di comunicazione. Al testo potranno allegarsi immagini, file audio (musiche, letture, voci e suoni) e brevi filmati. E’ probabile che la comunicazione diventerà sempre più ricca. Io credo che impareremo a leggere sul Web: sul computer si legge già. Rispetto a qualche anno fa tutti noi abbiamo fatto passi da gigante nell’abituarci a leggere testi sempre più lunghi sullo schermo del computer. Ormai intere enciclopedie sono state riprogettate e riscritte per un uso computerizzato, dal quale hanno tratto enormi risorse e vantaggi.

D. Non nego la comodità di Internet, né le sue peculiarità. Continuo a dubitare, tuttavia, del fatto che il pubblico dei lettori si intrattenga volentieri in lunghe letture di opere letterarie, trascorrendo ore davanti ai propri monitor…

R. Sono d’accordo. Anche se l’indirizzo intrapreso recentemente dalla tecnologia, in fondo, credo che la dica lunga. Sì, basta sfogliare qualche giornale o rivista, magari fare un giro in un grande magazzino in cui siano esposti per la vendita alcuni computer. Ti accorgi subito che anche la tecnologia dei monitor sta cambiando sostanzialmente e che diventa sempre più riposante e agevole leggere su superfici piane, a bassissima emissione di radiazioni, talvolta a cristalli liquidi. Come dicevo prima, ci stiamo abituando. La lettura sul Web (sul computer in genere) è sempre più praticata. Si aggiunge a questo il fatto che lo sforzo iniziale richiesto – lo sforzo di addestramento alla lettura sul computer – viene moderato dagli straordinari vantaggi di una lettura ‘avanzata’: un testo sul computer si legge, si scorre, si clicca per approfondimenti, si fa percorrere al computer, alla ricerca di una parola chiave, ecc.

D. Non è, però, il caso del romanzo…

R. E’ vero. Devo dire che anche questa volta hai ragione. Non posso più sfuggire la risposta. Ma non ho mai cercato di sfuggirla. E’ che, parlando, si va da un argomento all’altro e talvolta ci si distoglie dagli obbiettivi principali. Resta il fatto, tu vuoi dire, che il romanzo (per essere più generici: la poesia e la prosa) si legge sul computer così come si legge sulla carta. E’ un’opera letteraria, quindi di arricchimento, di riflessione, ecc. o soltanto di intrattenimento. Lo leggi sul video del computer così come lo leggeresti se fosse stato stampato su carta da un qualsiasi stampatore, ma le difficoltà sono infinitamente superiori. Tanto per iniziare e per citare la più evidente: il libro stampato contiene la sua interfaccia di accesso. Lo apri e lo leggi. E’ autonomo. Il libro-file richiede l'uso di un computer, senza il quale non puoi né aprirlo né leggerlo! 

D. Per questo avete pensato alla sezione dedicata al libro di carta?

R. Sì. Essenzialmente per questo. Accanto agli svantaggi, infatti, non dimentichiamo i vantaggi: se il libro diventa file hai bisogno del computer per leggerlo, ma puoi trasferirlo in uno o due minuti nel computer del tuo lettore. Puoi farlo circolare sulla Rete, puoi renderlo disponibile a costi praticamente azzerati (se escludi quelli del mantenimento del sito e del lavoro che devi investirvi, che è sempre più di quanto avessi supposto). Ecco perché all’inizio della nostra conversazione ti parlavo della rivoluzione della stampa. Ci siamo messi a chiacchierare e ho perso il filo del discorso, ma a questo mi riferivo fin dall’inizio. Il manoscritto era costosissimo. Il primo libro a stampa, comunque costoso per il nostro attuale metro di giudizio, era assai più accessibile. Il libro sul Web è – volendo – un prodotto pressoché gratuito. Certo: si deve pagare il prezzo di qualche scomodità…

...continua: un vivace 'botta e risposta' 
tra Elena R. e Stefano Termanini

 

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