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Aspetti socioeconomici della civiltà medievale
soltanto uno schizzo...

6.8.02

(Le "pillole" di storia: perché? )

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Continua la collana degli articoli di storia e cultura. Abbiamo pubblicato qualcosa sui Carolingi e sui Merovingi che li precedettero , abbiamo scritto del nuovo assetto che l'Europa ebbe con l'affacciarsi dei barbari . Chi visse in quel tempo, comprese la trasformazione? sentì che qualcosa stava profondamente cambiando? 

 

 

Celebre affresco di Simone Martini
raffigurante Guidoriccio da Fogliano (Siena, 1328 c.)

In questo breve articolo sul Medioevo, come si era già annunciato, passiamo a indicare alcune caratteristiche di quella società. Abbiamo già ricapitolato alcuni fatti della storia – la caduta dell’Impero Romano, l’invasione dei Longobardi, il potere di Merovingi e Carolingi, che condusse Carlo Magno a restaurare il sogno mai estinto di un impero universale –, ma ancora non abbiamo speso molte parole per capire meglio quale fosse lo stile di vita del tempo. C’erano i grandi capi militari barbari, che erano diventati duces, ovvero avevano trasformato il proprio potere militare in potere amministrativo, che avevano eletto un proprio re, a sua volta in grado di conferire cariche e di frazionare il proprio territorio per assegnarlo a funzionari regi, che sarebbero divenuti feudatari. Le invasioni barbariche comportarono per l’Europa un periodo di incredibile depauperamento. Epidemie e carestie flagellarono le popolazioni, rendendo deserte le campagne e le città. Dalle campagne le popolazioni rurali si riversavano in città, nella speranza di trovare altre forme di sussistenza, maggiore tutela e migliori equilibri economici. L’inurbamento delle popolazioni rurali fu un fenomeno vastissimo e protratto nel tempo. Le città assunsero connotati propriamente medievali, differenziandosi da quelli precedenti, romani, attorno al VIII secolo, ma l’indicazione è assai generica.

 

 

Sul tema:

Lo spirito delle Crociate
 

Il Medioevo: i caratteri originali

 

Il Medioevo, ovvero l'epoca moderna

 

Tra Merovingi e Carolingi

 

Luigi IX, il re santo

 

Mille e non più mille: le città, cuore pulsante dell'economia e della cultura

 

L'impero dopo Carlo Magno

 

Avignone, la seconda Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli eremiti esistevano già dai primi secoli del Cristianesimo e corrispondevano a una visione combattiva della fede, volta al proselitismo e al rifiuto dei beni materiali. Se l’eremitismo si diffuse soprattutto in Oriente, l’Occidente conobbe il cenobitismo: i religiosi si unirono in comunità, sottoposte a una regola. Fondatore celebre di una regola monastica fu Benedetto da Norcia, che, abbandonata la vita da eremita, fondò, con alcuni monaci suoi seguaci il monastero di Montecassino. La regola fu improntata alla discrezione e all’organizzazione dei compiti e del tempo. I monasteri furono in questi secoli centri di cultura, di tradizione del sapere, di ordine e di regolarità senza eguali.L’economia, in un periodo di rese agrarie bassissime, dipendeva in grande parte dal bosco. Tutta l’Europa era occupata da macchie boschive assai ampie, a margine delle quali l’uomo si dedicava all’allevamento e all’agricoltura (si badi che anche quest’ultima derivava, in un certo senso, dal bosco, poiché ardendo gli alberi si concimava il terreno, si creavano nuove radure atte alla coltivazione, ecc.). Il bosco, inoltre, alimentava gli animali che servivano all’uomo per il lavoro dei campi.

Non era conosciuta la tecnica della rotazione agricola e non fu sviluppata efficientemente fino al IX secolo. I campi dovevano essere abbandonati per consentire alla terra di ritrovare la propria fertilità. Come maggese potevano essere usati a pascolo. Il ciclo triennale (cereali d’inverno il primo anno, cereali di primavera il secondo, riposo il terzo) permetteva di ridurre le superfici a maggese, quindi di migliorare la resa agricola dei campi, sostanzialmente aiutata anche dall’introduzione di alcune "invenzioni", messe a punto in questo periodo: il miglioramento dell’aratro, le ferrature dei cavalli, il collare rigido appoggiato alla spalla invece del pettorale che soffocava l’animale, il mulino ad acqua, ecc. Per quanto frastagliata sotto molteplici aspetti, sottoposta al continuo flagello delle malattie e delle guerre, la società medievale, come si vede, fu tutt’altro che statica e priva di estro inventivo. [S.T.]

 

 

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3.9.02

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